I servizi di manutenzione del verde, soprattutto se svolti in ambito urbano, sono caratterizzati da attività cosiddette “ad alta intensità di manodopera” poiché il costo del lavoro rappresenta almeno il 50% dell’importo complessivo del contratto, così come definito dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023). La manutenzione ordinaria del verde urbano (sfalci, spollonature, potatura di siepi e arbusti, diserbi meccanici, irrigazioni e, in generale, tutte le attività ordinarie di cura e gestione del verde) costituisce elemento fondamentale nella organizzazione delle imprese del verde, quale principale fonte di collocamento delle proprie maestranze, in particolare nel periodo primaverile ed estivo.
Manodopera dominante
La cura di parchi, giardini e spazi pubblici in genere, incide sulla sicurezza delle città, sulla qualità ambientale, sul decoro, sul benessere collettivo e quindi tutela l’interesse pubblico generale: la presenza dei Cam sul verde pubblico rafforza ulteriormente l’idea che non sia ammissibile un’impostazione meramente economicistica delle gare. La disciplina degli appalti che riguarda questi servizi assume oggi un’importanza rilevante: quando la manodopera costituisce la componente dominante del costo, la determinazione della base d’asta non può essere approssimativa.
Contesto difficile
Occorre, invece, una analisi accurata delle ore lavoro, dei livelli professionali richiesti, delle attività accessorie, dei tempi di spostamento, delle interferenze con il contesto urbano, dell’uso di mezzi speciali e delle prescrizioni di sicurezza. Quando tali servizi si svolgono in presenza di traffico veicolare, pedonale o ciclabile o, comunque, in aree pubbliche interferenti, intervengono infatti in modo cogente anche gli obblighi di coordinamento della sicurezza di cui al D.Lgs. 81/2008, nonché le prescrizioni del D.M. 22 gennaio 2019 in materia di segnaletica stradale temporanea. E gli oneri della sicurezza rappresentano una criticità, atteso che nei servizi del verde risultano spesso sottostimati o persino omessi, soprattutto quando le prestazioni si svolgono in ambienti urbani o extraurbani ad alta interferenza.
Sicurezza e ambiente urbano
Questa osservazione coglie un aspetto essenziale della manutenzione del verde: il lavoro non si svolge quasi mai in uno spazio neutro e isolato, ma in luoghi attraversati da pedoni, traffico veicolare, sottoservizi e reti aeree, arredi urbani, nelle adiacenze di scuole, uffici, esercizi commerciali o in presenza di altre imprese operanti contestualmente. La sicurezza, in tale scenario, non si può considerare un costo residuale. Al contrario rappresenta una componente strutturale dell’appalto, che deve essere prevista, quantificata e gestita in modo analitico già nella fase di predisposizione della documentazione di gara.
Rischio su esecutori e utenti
L’omissione o la sottostima dei costi di sicurezza interferenziale finisce infatti per trasferire il rischio sull’esecutore e, indirettamente, sui lavoratori e sugli utenti degli spazi pubblici. Una gara costruita su importi non coerenti con i costi reali del servizio rischia di compromettere non solo l’equilibrio economico degli appalti, ma anche la qualità degli interventi e la tutela del lavoro. Una gara costruita male, di frequente individuando un mero “importo a corpo”, trasgredendo una solida e analitica sua determinazione o con prezzi sottostimati, quando non artatamente creati, rischia inoltre di produrre effetti negativi non soltanto sugli operatori economici, ma anche sulla sicurezza degli addetti, sulla qualità degli interventi e sul generale pubblico interesse.
Principi da garantire
Nella struttura del D.Lgs. 36/2023 sono stati rafforzati i principi del risultato e della fiducia, oltre a valorizzare i corretti profili della corretta determinazione dei costi e, in particolare, della manodopera: ma come è possibile garantirli con i gravi presupposti appena citati? E come è possibile farlo rispettando la corretta applicazione dei contratti di lavoro di riferimento?
Gare a ribasso
Non solo: il comparto della manutenzione del verde coinvolge in misura significativa cooperative sociali e lavoratori svantaggiati che, in particolare nell’ambito urbano, trovano una vera e propria inclusione sociale. Vale precisare che, se i prezzi sono inadeguati, se i costi della sicurezza vengono omessi e se la base economica della gara viene sottostimata, i primi soggetti a subire le conseguenze sono spesso proprio i lavoratori più fragili e le organizzazioni che operano con finalità sociali. In tal senso, il tema dei prezzari e della corretta determinazione dei costi si intreccia con il principio costituzionale di tutela del lavoro e con la funzione sociale degli appalti pubblici.
Occorrono prezzi certi
Le attuali criticità sono derivanti dall’attuale applicazione dell’art. 41, comma 13, del C.c.p.: la questione ruota attorno alla distinzione tra lavori e servizi che, se applicata in modo rigido, rischia di produrre effetti penalizzanti per settori come quello del verde che, pur essendo formalmente qualificati come servizi, presentano una struttura economica e organizzativa fortemente assimilabile a quella di attività operative complesse.
Servizi ad alta intensità
L’elemento problematico da approfondire è proprio la manutenzione del verde, inquadrata come servizio ad alta intensità di manodopera, che non beneficia in modo chiaro e obbligatorio del medesimo ancoraggio ai prezzari regionali, con conseguente incertezza nella costruzione della base d’asta. Tale incertezza non ha effetti meramente teorici, in quanto mancando un riferimento certo e condiviso dei prezzi, la stazione appaltante può determinare importi non coerenti con i costi reali del servizio, generando ribassi insostenibili e innescando una competizione che compromette la qualità dell’esecuzione.
L’impegno di Assoverde
Ne discende che la proposta di rendere obbligatorio il riferimento ai prezzari regionali anche per i servizi ad alta intensità di manodopera, compresa la manutenzione del verde, rivolta da qualche mese da Assoverde al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è una richiesta coerente con la logica del C.c.p. e con il principio di affidabilità della base economica di gara. La manutenzione del verde non è un’attività meramente conservativa, ma una funzione strategica al servizio dell’ambiente urbano e della salute collettiva.
E il lavoro di Assoverde sui prezzari, sui capitolati e sul dialogo con le amministrazioni si inserisce precisamente in questo scenario di tutela e qualificazione complessiva del comparto.
SCRIVE PER NOI

- Agrotecnico, vicepresidente nazionale di Assoverde e direttore amministrativo e commerciale della Cavalier Emilio Giovetti Srl, storica impresa attiva nel settore del verde urbano e dei servizi ambientali
Articoli recenti
Rubriche27 Maggio 2026Servizi del verde, figli di un dio minore


