«Per anni il florovivaismo, pur rappresentando un comparto strategico per l’economia agricola e l’identità del made in Italy, è rimasto privo di una legge quadro dedicata. Oggi lo Stato ne riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole». Con queste parole il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura con delega al florovivaismo, Patrizio La Pietra, ha commentato l’approvazione definitiva del decreto legislativo di attuazione della legge delega n. 102 del 4 luglio 2024 (scarica qui il testo), che introduce per la prima volta una disciplina organica dedicata al comparto.
Una riforma attesa da oltre trent’anni
Il via libera del Consiglio dei ministri segna una svolta attesa da oltre trent’anni. Il florovivaismo italiano archivia infatti la stagione delle misure emergenziali e si dota di una cornice normativa stabile, sostenuta anche da uno stanziamento di 10,5 milioni di euro, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo del settore attraverso una programmazione di medio e lungo periodo.
Il riconoscimento del comparto agricolo
Il provvedimento riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale del florovivaismo, inserendolo a tutti gli effetti tra le attività agricole e colmando un vuoto normativo che per anni ha limitato la capacità di programmare investimenti e politiche di crescita.
Piano nazionale e Tavolo tecnico
Tra le principali novità figura l’istituzione del Piano nazionale del florovivaismo, affiancato da un Tavolo tecnico permanente presso il Ministero dell’Agricoltura e dal rafforzamento degli strumenti di monitoraggio del comparto.
L’obiettivo è creare un sistema stabile di governance capace di sostenere le imprese, anticipare le criticità e favorire lo sviluppo dell’intera filiera.
Qualità, competenze e competitività
La riforma punta inoltre a rafforzare qualità, innovazione e professionalità, valorizzando il lavoro di vivaisti, garden center, tecnici del verde e manutentori attraverso percorsi di formazione, certificazioni e sistemi di tracciabilità. Un insieme di strumenti pensati per accrescere la competitività delle imprese italiane e tutelare il made in Italy dalla concorrenza sleale.
Lollobrigida: «Una politica di sviluppo strutturata»
Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è intervenuto sul tema: «Il decreto introduce una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti. Si passa dalla gestione delle crisi a una politica di sviluppo strutturata, capace di accompagnare il settore nel medio e lungo periodo».
Una riforma che guarda al futuro
Secondo il ministro «il florovivaismo entra così a pieno titolo nelle politiche agricole e ambientali del Governo: non solo produzione, ma qualità, tutela del territorio, verde urbano e competitività sui mercati internazionali. È una risposta concreta a migliaia di aziende che chiedevano regole chiare e una prospettiva certa. Una riforma di sistema che guarda al futuro».
Cambio di paradigma
Un salto di qualità che il sottosegretario La Pietra ha voluto evidenziare: «Il decreto segna un deciso cambio di paradigma non prevedendo più interventi occasionali per fronteggiare le crisi, ma introducendo una visione strutturata e di medio-lungo periodo».
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