Con l’avvio del procedimento di approvazione del decreto legislativo di attuazione della legge delega 4 luglio 2024, n. 102, il florovivaismo esce definitivamente da una condizione di marginalità normativa. Dopo decenni di attesa, il settore avrà finalmente una legge quadro, una direzione chiara e una prospettiva stabile di sviluppo, al servizio dell’economia, dell’ambiente e dei territori. Il florovivaismo italiano è a un punto di svolta storico: finisce la stagione degli interventi frammentati e delle risposte emergenziali e si avvia una fase nuova, fondata su programmazione, qualità e competitività.
Insieme al ministro Lollobrigida abbiamo fortemente auspicato, accompagnato e sostenuto nel proprio iter questa riforma normativa, in grado di colmare un vuoto che ha penalizzato per decenni l’intero settore, privato delle regole e della centralità che merita.
Dalla marginalità a una strategia di sviluppo
Finalmente cambiamo metodo e visione grazie a una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti. Non si naviga più a vista, con interventi delle istituzioni sporadiche, prive di visione, ma si avvia una politica di sviluppo strutturata, capace di accompagnare il settore nel medio e lungo periodo. Le imprese florovivaistiche ora possono guardare con ottimismo e fiducia al futuro, grazie al riconoscimento di un ruolo a pieno titolo inserito nelle politiche agricole e ambientali del Paese, in grado di spaziare tra produzione, qualità, tutela del territorio, verde urbano e competitività sui mercati internazionali.
Oltre le emergenze
Con questa legge quadro, lo Stato riconosce pienamente il valore produttivo, economico, ambientale e sociale del florovivaismo. Il Piano nazionale del florovivaismo, il Tavolo tecnico permanente presso il Masaf e il rafforzamento del monitoraggio del settore consentiranno di programmare investimenti, anticipare le criticità e accompagnare la crescita delle imprese, superando una gestione basata esclusivamente sulle emergenze.
Più qualità, innovazione e tutela del made in Italy
La riforma punta inoltre su qualità, professionalità e innovazione, valorizzando tutte le componenti della filiera, dai vivaisti ai garden center, dai tecnici del verde ai manutentori, investendo su formazione avanzata, certificazioni e tracciabilità del prodotto. Un’impostazione che rafforza la competitività delle imprese italiane e tutela il made in Italy dalla concorrenza sleale.
Dopo decenni di attesa, il settore avrà finalmente una legge quadro, una direzione chiara e una prospettiva stabile di sviluppo, al servizio dell’economia, dell’ambiente e dei territori.
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- Sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste


