Le ondate di calore non rappresentano soltanto un’emergenza sanitaria. Incidono anche in modo diretto sull’organizzazione dei cantieri e sull’esecuzione degli appalti pubblici. Per questo Assoverde ha predisposto un modello di istanza che mette a disposizione delle imprese associate: uno strumento operativo per chiedere alle stazioni appaltanti la sospensione parziale delle attività nelle ore più calde, la rimodulazione degli orari di lavoro e la proroga dei termini contrattuali quando le condizioni climatiche impediscono il regolare svolgimento delle lavorazioni.
Il metodo Worklimate contro lo stress termico
L’iniziativa prende le mosse dalle ordinanze adottate da numerose Regioni, che vietano il lavoro all’aperto nelle fasce orarie più critiche quando il progetto Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr, segnala un livello di rischio Alto per lo stress termico riferito a uno specifico scenario lavorativo, ossia quello di un lavoratore esposto al sole e impegnato in attività fisica intensa.
«Il sistema Worklimate integra dati meteorologici ed epidemiologici per valutare e prevedere il rischio da calore nei luoghi di lavoro – spiega ad Assoverde Magazine il responsabile scientifico del progetto, Marco Morabito, primo ricercatore presso il Cnr-Istituto per la Bioeconomia – Rappresenta oggi il principale riferimento tecnico-operativo utilizzato dalle amministrazioni per l’adozione delle misure di tutela e prevenzione a salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori».

Cause di forza maggiore
Nel modello predisposto da Assoverde si evidenzia come tali situazioni costituiscano una «causa di forza maggiore e una circostanza imprevedibile e non imputabile all’appaltatore», richiamando le disposizioni del Codice dei contratti pubblici e della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le difficoltà dei cantieri
Il documento entra poi nel merito delle difficoltà organizzative che le imprese sono chiamate ad affrontare. Secondo Assoverde, «interrompere le lavorazioni per quattro ore centrali impedisce una fluente e coordinata organizzazione del cantiere», mentre le temperature elevate non incidono soltanto sui lavoratori ma anche sull’efficienza delle macchine.
I limiti agli orari di lavoro
Tra i punti affrontati figura anche l’impossibilità, in molti contesti urbani, di anticipare l’inizio delle lavorazioni nelle prime ore del mattino. Il modello osserva infatti che questa soluzione risulta spesso «impraticabile», sia per i limiti imposti dalla normativa sull’inquinamento acustico, sia per i maggiori costi derivanti dall’applicazione delle indennità previste per il lavoro notturno.
Assoverde evidenzia inoltre che il ricorso a personale aggiuntivo non costituisce una risposta immediata all’emergenza. L’inserimento di nuovi operatori richiede infatti visite mediche preventive, formazione obbligatoria, addestramento e affiancamento operativo, nel rispetto delle disposizioni del D.Lgs. 81/2008, rendendo difficile compensare nell’immediato la riduzione della produttività.
Tutela e corretta esecuzione degli appalti
Attraverso il fac-simile, l’associazione invita quindi le imprese a richiedere un formale verbale di sospensione parziale dei lavori, una proroga del cronoprogramma – indicata nel modello nella misura del 20% – e l’esenzione dall’applicazione di penali per ritardi dovuti alle condizioni climatiche eccezionali.
Con l’obiettivo di conciliare tutela dei lavoratori e corretta esecuzione degli appalti in uno scenario nel quale lo stress termico, insieme alle altre conseguenze degli sconvolgimenti climatici, rischia di non essere più un’eccezione.
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SCRIVE PER NOI
- Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, è Direttore responsabile di Assoverde Magazine. Da molti anni si occupa di ambiente, transizione ecologica, innovazione e processi culturali per la sostenibilità. Insegna Scrittura giornalistica all'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e Comunicazione ecologica presso la Pontificia Università Antonianum di Roma. Fra i suoi interessi figurano il giornalismo ambientale, l'educazione alla complessità, la divulgazione scientifica, l'economia circolare, la protezione della biodiversità e il rapporto tra cultura, paesaggio e innovazione sociale.


