Gio. Ott 8th, 2026

Bandi e imprese del verde, la vera sfida è saper cogliere le opportunità

Non basta chiedere più risorse: finanziamenti e incentivi producono risultati solo se le imprese sanno intercettarli. Il Bando ISI Inail 2025 offre al settore del verde uno spunto per riflettere su programmazione, sicurezza e investimenti

L'intervento

Nel dibattito sulle politiche per le imprese del verde si torna spesso sugli stessi temi: troppa burocrazia e pressione fiscale, difficoltà di accesso al credito, insufficienza degli incentivi. Il tam-tam del settore batte sempre sugli stessi punti: «Le tasse ci strangolano», «la burocrazia ci uccide», «mancano gli aiuti». E ancora: «Le imprese sono abbandonate a se stesse». Questioni reali, che meritano attenzione e sulle quali le associazioni di categoria continuano giustamente a confrontarsi con le istituzioni. Ma esiste anche un altro lato della medaglia, del quale è opportuno discutere con altrettanta franchezza.

Ovvero la capacità del sistema imprenditoriale di cogliere le opportunità quando queste vengono effettivamente messe a disposizione.

Bando ISI Inail 2025, cosa è cambiato

Il comparto della costruzione e manutenzione del verde ne ha avuto una dimostrazione concreta con il Bando ISI Inail 2025. L’introduzione del sistema “No Click Day”, già sperimentato nell’edizione precedente, ha superato la logica del tradizionale Click Day, eliminando una procedura che aveva trasformato l’accesso agli incentivi in una gara di velocità informatica.

LEGGI ANCHE  Caldo estremo, Assoverde sostiene le imprese con un fac-simile per chiedere proroghe

In molti casi, infatti, le risorse disponibili sono risultate sufficienti a finanziare tutte le domande presentate, consentendo alle imprese di accedere direttamente alla fase istruttoria.

Quante risorse sono rimaste inutilizzate?

Il dato, tuttavia, apre una riflessione che non può essere ignorata. Quanto è rimasto sul piatto? I dati pubblicati dall’Istituto indicano una saturazione media intorno al 90%, con una saturazione totale per quanto riguarda l’Asse 5 (agricolo) e il ricorso al Click Day per richieste superiori ai fondi disponibili.

Negli altri capitoli previsti dal bando la situazione è stata differenziata:

  • Asse 1.1 – Rischi tecnopatici: richieste per 76,9 milioni di euro a fronte di uno stanziamento di 93 milioni, con un utilizzo dell’82,74%;
  • Asse 1.2 – Modelli organizzativi e SGSL: richieste per 21,5 milioni a fronte di uno stanziamento di 12 milioni, con un overbooking del 179,40%. Un boom di richieste che ha ampiamente superato i fondi disponibili, guidato dalla necessità delle imprese di strutturarsi in ottica ESG e di compliance aziendale;
  • Asse 2 – Rischi infortunistici: richieste per 170,2 milioni a fronte di uno stanziamento di 175 milioni, con un utilizzo del 97,28%;
  • Asse 3 – Bonifica amianto: richieste per 124,2 milioni a fronte di uno stanziamento di 140 milioni, con un utilizzo dell’88,71%;
  • Asse 4 – Micro e piccole imprese: richieste per 64,8 milioni a fronte di uno stanziamento di 90 milioni, con un utilizzo del 72%.

Dalle risorse disponibili alla capacità di investimento

Se in diversi assi di finanziamento e in numerose regioni le domande sono state inferiori alle risorse disponibili, significa che una parte significativa delle imprese non ha intercettato un’opportunità destinata a sostenere investimenti in sicurezza, innovazione e competitività. Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di prendere atto che il rafforzamento del settore passa anche da un cambiamento culturale. Le politiche pubbliche possono creare condizioni favorevoli, ma la loro efficacia dipende dalla capacità delle imprese di programmare, pianificare e investire con una visione di medio periodo.

La sicurezza come leva di sviluppo

Per il comparto del verde questo significa considerare la sicurezza sul lavoro non come un semplice adempimento normativo, bensì come una leva di sviluppo. Investire nel rinnovamento del parco macchine, nell’adozione di modelli organizzativi più evoluti e nel miglioramento delle condizioni di lavoro produce benefici che vanno ben oltre la riduzione degli infortuni: aumenta la produttività, rafforza la competitività e rende le aziende più attrattive nei confronti delle nuove generazioni, sempre più attente alla qualità dell’ambiente di lavoro.

Un approccio meno emergenziale

Come Assoverde riteniamo che questa esperienza debba rappresentare un punto di partenza. Alle istituzioni spetta il compito di rendere gli strumenti di sostegno sempre più semplici, accessibili e coerenti con le esigenze delle imprese. Ma anche il sistema imprenditoriale è chiamato a fare la propria parte, adottando un approccio meno emergenziale e più orientato alla programmazione.

Prepararsi prima ai prossimi bandi

Per questo il nostro invito è semplice: prepararsi prima. Mappare i principali fattori di rischio presenti in azienda, aggiornare con regolarità il documento di valutazione dei rischi, individuare gli investimenti prioritari e conoscere i criteri di premialità previsti dai bandi significa arrivare pronti alle future opportunità, anziché rincorrerle quando i tempi sono ormai stretti. È una strategia che consentirà alle imprese di affrontare con maggiore efficacia anche la prossima edizione del Bando ISI Inail, auspicabilmente prevista nei prossimi mesi, riducendo tempi, incertezze e difficoltà operative.

Il ruolo di Assoverde Academy

Anche in questa prospettiva Assoverde intende continuare a svolgere il proprio ruolo non solo di rappresentanza, ma anche di accompagnamento delle imprese. Su Assoverde Academy è disponibile la registrazione del seminario dedicato al Bando ISI Inail 2025, realizzato in collaborazione con Imprendo, nel quale vengono illustrati procedure, requisiti e aspetti tecnici utili ad affrontare con maggiore consapevolezza i futuri bandi. Diffondere competenze significa infatti creare le condizioni affinché le opportunità offerte dalle politiche pubbliche possano tradursi in investimenti concreti e crescita reale del settore.

LEGGI ANCHE  Progettare il futuro, 25 webinar per rafforzare le imprese del verde

La vera sfida: trasformare le opportunità in sviluppo

In definitiva, la competitività del comparto non dipenderà soltanto dall’entità delle risorse disponibili, ma dalla qualità del rapporto tra politiche industriali e capacità d’impresa. Quando gli strumenti di sostegno esistono e le procedure diventano più accessibili, il vero fattore decisivo è la capacità delle imprese di trasformare quelle opportunità in innovazione, sicurezza e sviluppo.

È su questa responsabilità condivisa che si gioca una parte importante del futuro della filiera del verde.

SCRIVE PER NOI

Denis Bruzzo
Oltre 30 anni di esperienza nella gestione del verde, dell'edilizia e dei rifiuti. Grazie alla formazione presso la Bologna Business School e la Evolution Business School, unisce competenze manageriali a una visione olistica dell'impresa, guidando le aziende verso la sostenibilità e affrontando con successo le sfide del futuro