Mer. Ott 7th, 2026

Alberi urbani: la salute parte dalle radici

Una ricerca condotta nella città cinese di Hangzhou riporta l’attenzione sulla parte meno visibile del verde urbano: lo spazio disponibile per le radici e il suo ruolo nella salute delle alberature

salute degli alberi e zona radicaleNuove evidenze sull'importanza dello spazio radicale. Foto: Assoverde Magazine

Non basta scegliere l’albero giusto. Anche lo spazio che gli viene lasciato per crescere può fare la differenza. A riportare l’attenzione sulla parte meno visibile delle alberature urbane è una ricerca pubblicata sul Journal of Environmental Management e condotta dalla Zhejiang A&F University di Hangzhou, in Cina.

L’importanza di ciò che non si vede

Lo studio ha preso in esame un migliaio di alberi stradali distribuiti lungo 136 strade, valutandone crescita, qualità e vigore della chioma e mettendo i risultati in relazione con le caratteristiche dell’ambiente circostante. Il dato più interessante emerso dalla ricerca è l’associazione tra lo stato di salute degli esemplati e le caratteristiche della zona radicale, e più in particolare la superficie della formella, la distanza tra un albero e l’altro e la profondità del terreno disponibile.

Nuove conferme

Anche se lo studio non è riuscito a individuare uno standard valido per tutte le specie prese in esame, né a stabilire un rapporto automatico di causa-effetto, sembra confermare un dato che gli operatori del verde conoscono da tempo: all’aumentare di questi parametri, gli alberi tendono a presentare condizioni migliori. Non a caso, lo European tree planting standard EAS 03:2022 indica espressamente tra i requisiti del sito di piantumazione un volume di suolo esplorabile dalle radici “sufficiente allo sviluppo della pianta”. Non viene indicato un parametro universale: il fabbisogno effettivo varia in funzione della specie, delle dimensioni a maturità e delle caratteristiche del terreno.

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Oltre la superficie

Il punto cruciale, confermato dai dati emersi dalla nuova ricerca, non è soltanto quanto è grande la formella visibile in superficie, ma quanto terreno effettivamente utilizzabile esiste sotto e intorno all’albero. Una superficie apparentemente adeguata può infatti nascondere terreno compattato, fondazioni, sottoservizi o altri ostacoli che riducono lo spazio realmente disponibile. Anche la qualità del suolo conta: la compattazione riduce gli spazi vuoti presenti nel terreno, limitando la circolazione dell’aria e dell’acqua e rendendo più difficile lo sviluppo delle radici.

Progettare lo spazio fin dal principio

I risultati ottenuti a Hangzhou aggiungono dati concreti a un principio già noto in arboricoltura: lo spazio radicale dovrebbe essere considerato già nella fase di progettazione, anziché diventare un problema da affrontare quando l’albero è ormai adulto. Per progettisti, agronomi, arboricoltori, vivaisti, imprese del verde e amministrazioni significa guardare non soltanto alla chioma e allo spazio disponibile in superficie, ma anche a ciò che accade sotto strade e marciapiedi.

Perché la salute degli alberi urbani comincia anche dallo spazio lasciato alle loro radici.

SCRIVE PER NOI

Silvana Santo
Giornalista, redattrice e blogger specializzata in sostenibilità, ecologia e cultura green. Da anni si occupa di comunicazione ambientale per il web e collabora con testate e progetti editoriali dedicati a cambiamento climatico, consumo consapevole, genitorialità sostenibile e stili di vita a basso impatto. Fondatrice del blog “Una Mamma Green”, affianca all’attività giornalistica quella di content creator nel turismo sostenibile